La maggior parte degli shampoo
in commercio, a prescindere dal prezzo, contengono una sostanza considerata
tossica, il laurilsolfato di sodio.
Si tratta di un
tensioattivo, un potente agente detergente sgrassante, in grado di conbinarsi
alle particelle di grasso e di asportarle durante il risciacquo.
Il laurisolfato di sodio è
utilizzato, tra l’altro, a livello industriale per pulire interni di
locomotive, cuscinetti a sfera, insomma tutte cose estremamente sporche,
proprio come i nostri sporchissimi capelli… Chi non immerge le dolci
chiome ogni giorno in un litro di olio per motori, chi poi non gli ci spalma
sopra chili di letame. E chi, infine, non usa le ciocche à mò di pane per fare
la scarpetta nel sugo al nero di seppia? Chiaro che vanno lavati allo stesso
modo delle locomotive…
Il motivo per cui i solfati sono usati nella composizione di
shampoo e prodotti per l’igiene personale risiede in parte nel fatto che si
tratta di una sostanza economica e di facilmente reperibilità. Ma, il fattore che incide di
più sulla scelta di questo elemento è la sua capacità di produrre schiuma,
quella che ci piace tanto.
Come è facile prevedere,
questo tensioattivo schiumoso allo stesso tempo in cui pulisce i capelli
rimuove anche il prezioso sebo, che ha il compito di lubrificare la cute e il
gambo del capello. Soprattutto per noi ricce, rimuovere il sebo non fa altro
che esasperare il livello di secchezza dei capelli, con conseguente perdita di
lucentezza e tono.
Il consiglio più utile è
dunque quello di ricorrere a shampoo privi sodio lauriletere solfato.
Per individuare prodotti privi di questa sostanza nociva è
sufficiente leggere attentamente la composione riportata sulle etichette. I
termini che devono essere assenti sono i seguenti:
§
SODIUM LAURETH SULFATE (SLES)
§
SODIUM LAURYL SULFATE (SLS)
Nei prossimi giorni farò
una lista degli shampoo che contengono solfati e di quelli che ne sono privi.
Nel frattempo, mettiamoci
in testa che la schiuma determina sicuramente la qualità di un buon
cappuccino,ma non quella di uno shampoo.
Come se non bastasse, occorre difendersi non solo dai solfati,
bensì anche dai parabeni,siliconi e dai petrolati, spesso presenti anche nel balsamo, nei prodotti per lo styling,
e chi più ne ha più ne metta! Ma cosa sono?
I parabeni costituiscono un
gruppo di elementi chimici usati in molti cosmetici e farmaci come dei
conservanti. I sei principali parabeni che si possono trovare facilmente all’interno delle formulazioni
in commercio sono i seguenti: methylparaben, ethylparaben,
propylparaben, isobutylparaben, butylparaben, e benzylparaben.
Dal momento che sono efficaci e poco costosi, vengono utilizzati
di frequente in cosmetici e non solo. Studi
ed esami hanno dimostrato che i parabeni penetrano nella pelle e
possono essere rintracciati nel sangue anche nei minuti successivi
all’applicazione. La presenza di tali sostanze nei prodotto di uso cosmetico
implica la
penetrazione nei tessuti corporei senza
il passaggio attraverso il processo digestivo. Ne consegue che esse riescono
a permanere intatte all’interno del tessuto.
E’ di facile intuizione affermare che ciò non fa per nulla bene all’organismo..
Per quanto concerne il petrolato (negli INCI è indicato
come PETROLATUM), esso è una gelatina ottenuta
dal petrolio per raffinazione. È costituito da idrocarburi saturi composti di solito
da almeno 25 atomi di carbonio. Esso trova impiego, nelle sue
‘qualità migliori’ nella farmaceutica e nella cosmetica (petrolato
bianco).
Il petrolatum e la paraffina
liquida (anche questa da evitare!) sono usati da anni in
alcuni cosmetici, dunque è bene sempre dare un’occhiata
agli ingredienti presenti, leggendo l’etichetta; molti
petrolati generano un film occlusivo sulla
pelle/capelli, interferendo con la traspirazione cutanea.
I siliconi sono agenti
filmogeni, ad azione districante ma, proprio in virtù della prima
proprietà, è meglio evitarli, nonostante alcune tesi smentiscano che il loro
utilizzo possa nuocere alla salute di capelli e pelle…
Ma perché i siliconi
sono dannosi in particolar modo per i capelli ricci? Ebbene, nell’immediato i
siliconi fanno apparire i ricci lucenti e meno crespi, ma purtroppo a lungo
andare questi penetrano nei pori dei capelli ricci, creando una specie di film
che ostacola l’idratazione. Ed ecco che i capelli diventano privi di vita e
soprattutto crespi. Quindi si può dire che i siliconi sono una soluzione
immediata al problema del crespo, perché fa apparire i capelli nutriti e
idratati all’inizio, ma poi non fa che favorire la formazione del crespo
stesso.
I siliconi si presentano, nella
lista degli ingredienti, nelle forme più comuni, ossia dimethicone,
amodimethicone, cyclomethicone, cyclopentasiloxane. Da ricordare che
queste sostanze di solito terminano in -one e –siloxane o –silanol.
Un’eccezione è costituita da quei siliconi idrosolubili, che
hanno il pregio di poter essere facilmente eliminati con il lavaggio (si solito
si identificano dalla presenza del termine peg nella lista degli
ingredienti).
Inoltre, tutti gli ingredienti cosmetici provenienti dalla
raffinazione del petrolio sono il più delle volte inquinanti a livello ambientale perché non
biodegradabili, e alcuni di essi, per la possibile presenza di impurità al
loro interno, rientrano nella classe
2 delle sostanze cancerogene.
Pertanto, facciamo
attenzione a ciò che mettiamo in testa! In fondo basta poco:leggere
gli INCI e controllare che non ci siano le sostanze di cui abbiamo
parlato.
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